30 Jan 2019

I Giardini di Villa Farnese a Caprarola

I GIARDINI DI VILLA FARNESE A CAPRAROLA: una bellezza dell’arte italiana, tutta da scoprire!

I GIARDINI BASSI si estendono alle spalle del palazzo pentagonale: sono due grandi quadrati a siepi di bosso, collegati al piano nobile del palazzo pentagonale attraverso due ponticelli che passano sopra il fossato.

Sfruttano il pendio boscoso della collina, in cui sono stati costruiti con lo sbancamento della roccia.

Sapevate? Si tratta di giardini tipicamente rinascimentali, in cui l’architettura del palazzo si prolunga, e dove prevalgono le regole di unitarietà, di simmetria, di proporzioni, di prospettiva lineare e dove ogni elemento di natura viene trasformato attraverso l’arte.

Perchè i Giardini Bassi sono chiamati anche Giardini segreti? Perchè sono stati progettati in modo che rimangano nascosti alla vista dall’esterno. Erano spazi esclusivi dove il cardinale Alessandro Farnese amava intrattenere i suoi ospiti all’ombra, con musica e spettacoli che a quei tempi erano svolti dai nani di corte.

Come i Giardini Alti, anche i Giardini Bassi e il Palazzo furono disegnati da Jacopo Barozzi da Vignola. Si tratta di un disegno unitario. Per realizzare i Giardini Bassi li ci vollero ben 18 anni, dal 1560 al 1578.

Il fondale prospettico del viale principale che si diparte dal ponte, è costituito dalla monumentale fontana a forma di grotta, detta dei Tartari.

I GIARDINI ALTI (1579-1620) si spingono più in alto nel fianco della collina e si sviluppano su vari terrazzamenti scavati nel banco di tufo a mano. Si presentano monumentali perchè l’architetto ha spinto agli estremi i limiti dei criteri dell’architettura rinascimentale.

Per raggiungere i Giardini Alti, basta proseguire il viale principale che diparte dai Giardini Bassi, è quello dei famosi abeti bianchi che il cardinale Alessandro fece venire nel 1584 da Camaldoli. 

Questa parte del giardino è progettata in modo, che lo sguardo venga attratto sull’asse costituita di una serie di fontane con giochi d’acqua: la Fontana del Giglio, la catena d’acqua dei Delfini, la Fontana del Bicchierone con due Giganti recumbenti. Poste su più ripiani. In cima, a chiudere la visuale, è la Palazzina del Piacere, la residenza estiva del cardinal Alessandro. 

Il cardinale Alessandro invitava in questo luogo i suoi ospiti più intimi, lontano dalla vita frenetica del palazzo, dove era presente la sua corte di un centinaio di persone. 

Anche il cardinal Alessandro faceva la sorpresa degli scherzi d’acqua ai suoi invitati, come suo parente, il cardinal Francesco Gambara nella vicina Villa Lante. Opera probabilmente dello stesso architetto dei Giardini di Caprarola, Barozzi da Vignola. 

Gli scherzi d’acqua consistevano nell’azionare dei getti d’acqua attraverso dei fori, da terra oppure dall’alto delle logge, bagnando gli ignari. 

L’adduzione idrica sia dei Giardini Bassi e dei Giardini Alti, che del palazzo di Caprarola, avvenne attraverso l’acquedotto sotterraneo scavato nel tufo, dal lago di Vico. 

La Palazzina del Piacere fu costruita tra il 1584-1586, per cui il cardinale Alessandro ne usufruiva per poco tempo, essendo passato a miglior vita nel 1589. 

La palazzina si trova nel piazzale delle Cariatidi che è una vasta piazza quadrata con parapetti e sedili circondata da 28 grandi sculture raffiguranti delle divinità pagane. E qui si ridiventa bambini, attraversando i labirinti a siepi di bosso, imbattendosi di fontane scroscianti d’acqua! Ogni volta è un’emozione nuova!

Alcune delle sculture furono scolpite da Pietro Bernini, lo scultore della Fontana della Barcaccia a Roma. 

La terrazza più alta è una vastissima platea suddivisa a sua volta in ripiani, con sedili in pietra intorno, nel centro una fontana circolare. 

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