02 mar 2017

Tour CIVITA CASTELLANA- NEPI – 1 giorno

Tour CIVITA CASTELLANA- NEPI. Una giornata tra l'arte Falisca e quella Etrusca con storici dell'arte autorizzati guide turistiche. Tel. 3398897492.

Tour CIVITA CASTELLANA- NEPI
Una giornata dedicata al territorio falisco: dal Duomo dei Cosmati e il Forte dei Borgia di Civita Castellana, a Nepi con le Catacombe di S. Savinilla e la Cattedrale di S. Maria Assunta.

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Le 2 cose da non perdere a Civita Castellana: il Duomo dei Cosmati e il Forte dei Borgia.
Civita Castellana si appoggia su uno sperone di tufo, tra le gole profonde del Rio Vicano e del Rio Maggiore, sul territorio dell’Agro Falisco.

Il centro storico è d’impianto alto-medioevale che sorge sul luogo dell’antica Falerii Veteres, capoluogo dei Falisci, dove ora domina il Forte Borgiano, un esempio perfetto dell’architettura militare rinascimentale. La fortezza fu costruita su commissione di Alessandro VI Borgia, prima da Antonio da Sangallo il vecchio (1455-1534) e da Antonio da Sangallo il giovane (1484-1546) poi.

Il Forte oggi ospita il Museo dell’Agro Falisco, dove vengono conservati dei reperti preziosi provenienti dal territorio falisco: delle terrecotte architettoniche, votive, decorative, portati alla luce nei numerosi santuari della città falisca. Tra le rarità si trovano la testa in tufo con corona di foglie di bronzo e un teschio con protesi dentaria in oro.

Il Duomo dei Cosmati, l’opera cosmatesca più notevole e completa esistente, dei marmorari romani, iniziata a costruire nel XII secolo. La facciata si presenta in tutto il suo splendore duecentesco, che anticipa delle forme rinascimentali. I mosaici cosmateschi composti di tessere di marmi policromi e di marmo di Luni, porta la firma di due generazioni di Cosmati e la data 1210.

L’interno arioso è frutto di modifiche commissionate dal vescovo Giovanni Francesco Tenderini nella prima metà del XVIII secolo. Spicca il pavimento cosmatesco con le quinconce, tessere e le varie forme geometriche dai significati simbolici e liturgici. Nell’altar maggiore del presbiterio sopraelevato, fu inglobato un sarcofago paleocristiano del III/IV secolo.

Nelle cappelle vedrete dei notevoli affreschi e tavole, tra le quali del Redentore Benedicente, di scuola romana del XIII secolo. Si scende nella cripta ad oratorio di S. Maria, – sottostante all’altar maggiore -, che è divisa in due parti, appartenute al recinto presbiterale dell’antica chiesa e conserva il pavimento cosmatesco. Uscendo dalla chiesa, da notare l’organo settecentesco sopra l’ingresso.

Nel pomeriggio si visita Nepi. La Rocca dei Borgia, la Cattedrale, le Catacombe di S. Savinilla.

Nepi è un borgo di origine falisca, posto su un pianoro tufaceo protetto naturalmente da due profonde gole particolarmente suggestive. Arrivando all’abitato, si nota subito l’acquedotto, un’opera idraulica notevole realizzata da Filippo Barigioni nel ‘700. Nel centro storico visiteremo la Rocca dei Borgia, il Duomo e fuori dell’abitato le Catacombe di S. Savinilla.

La Rocca dei Borgia. La Rocca di Nepi fu completamente ridisegnata per volere di Alessandro VI Borgia (1431-1503) nel 1499, da Antonio da Sangallo il vecchio (1455-1534). La nuova fortezza fu costruita come residenza principesca ben difesa da possenti mura e torrioni, dove soggiornarono anche Lucrezia Borgia e il fratello Cesare.

Tramontò il ducato dei Borgia e degli Sforza, subentrarono nel ducato di Nepi i Farnese con Pier Luigi (1537), che fece ampliare la Rocca da Antonio da Sangallo il giovane (1540). Le strutture della Rocca sovrastano una galleria, dove passa un bel tratto basolato della via romana Amerina, che costituiva la via più veloce tra Roma e l’esarcato di Ravenna.

La Cattedrale di S. Maria Assunta come la vedete oggi, è ricostruita tra il 1818 e il 1840, l’interno a cinque navate conserva notevoli opere tra cui una statua di S. Romano opera del Bernini, e il trittico del S. Salvatore di Giulio Romano. E meravigliosa la cripta risalente ai secoli XI-XII, composta di nove navatelle e tre absidi.

Le Catacombe di S. Savinilla costituiscono uno dei complessi funerari sotterranei tra i più importanti dell’Italia centrale. Le catacombe sono situate presso l’odierno cimitero e vi si accede dalla settecentesca Chiesa di S. Tolomeo. L’ipogeo fu scavato nel tufo in epoca romana e testimonia di una comunità cristiana affermata dal V secolo, sorprende per la sua maestosità e ampiezza, con tratti che raggiungono i cinque-sei metri di altezza. I loculi, gli arcosoli, le tombe chiamate a “mensa” e “formae” accolgono un migliaio di sepolture, spicca il sepolcro di S. Romano con resti di affreschi del XIV secolo, con gli Apostoli Giovanni e Giacomo.

 

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