28 gen 2019

Itinerari archeologici in Tuscia

      Itinerari archeologici

NECROPOLI DI  CASTEL D’ASSO (VITERBO)

Arrivo presso la necropoli direttamente con l’autobus.

Durata della visita: un’ora e mezza circa.

Il sito archeologico di Castel d’Asso, situato a circa 7 km da Viterbo, comprende il pianoro dell’antico abitato etrusco, sorto già nel VI sec. a.C., ma del quale non rimangono tracce, ed i resti ben visibili di un castello edificato nella stessa area nel XII secolo; di fronte al pianoro è situata la necropoli monumentale risalente al IV sec.a.C., con le tombe, in origine 110, disposte su tre ordini,  scavate nelle rupi di tufo ed utilizzate fino al I sec.d.C. Si tratta di tombe cosiddette “a dado”, tipiche delle necropoli rupestri dell’Etruria Meridionale, alcune delle quali, ampliate nei secoli, arrivarono ad ospitare fino a 70 sepolture. La necropoli rupestre di Castel d’Asso, una delle più importanti dell’Etruria meridionale interna, risale al IV sec.a.C. e comprende circa una settantina di tombe “a dado” , alcune delle quali attualmente visitabili. Le tombe, ricavate nelle pareti tufacee e sovrapposte in più ordini, ospitavano sepolture in sarcofagi  di peperino oppure  in loculi scavati direttamente nel tufo, arrivando  a volte a riunire circa settanta sepolture in camere funerarie grandiose, come è il caso della Tomba Orioli e della Tomba Grande, che costituiscono gli esempi piu notevoli della necropoli. 

MONTE IUGO (loc.COMMENDA)

Tempo di percorrenza: 3 ore.

L’escursione si svolge presso Monte Iugo, un piccolo rilievo che si eleva nella vasta pianura compresa tra Viterbo e Montefiascone. Nato in seguito all’attività vulcanica del Viterbese, il monte ha visto svilupparsi ai suoi piedi importanti insediamenti di età romana, poichè con la sua posizione favorevole, dominava il passaggio dell’antica Via Cassia, diretta a Nord verso Bolsena. A breve distanza da Monte Iugo è infatti possibile ammirare resti della strada romana basolata ancora in discrete condizioni, nonostante il passaggio di veicoli che continuano ad  utilizzare tale percorso per accedere a terreni ed abitazioni private.

PONTE DEL FUNICCHIO( loc.ACQUAROSSA)

Tempo di percorrenza: 3 ore

Il ponte del Funicchio, sul Fosso Piscin di Polvere, è un’imponente costruzione di età romana, risalente al II sec.a.C. Costruito in opera quadrata in peperino, si eleva dal fondo del fosso per un’altezza di 16 metri e raggiunge la lunghezza di circa m 17.

Il ponte poggia l’unico pilone su enormi massi di peperino caduti sul fondo del torrente, che, ricoperti in parte di vegetazione, costituiscono un suggestivo scenario per questa grandiosa testimonianza delle grandi capacità costruttive dei romani.

NECROPOLI DI S. GIULIANO (BARBARANO ROMANO)

Arrivo presso la necropoli direttamente con l’autobus.

Durata della visita: 3 ore .

Elemento caratteristico della necropoli è la stretta correlazione tra l’itinerario archeologico e il percorso naturalistico, che ne fanno uno degli ambienti naturalistici più singolari d’Italia. La necropoli abbraccia un’ampia fascia cronologica, che va dai tumuli del VII sec.a.C., alle tombe a dado di età ellenistica, e si sviluppa lungo i valloni e le alture che circondano il pianoro dove sorgeva l’antico abitato e dove ora si trova la piccola chiesa medievale dedicata a S.Giuliano.

Ferento

              Il sito archeologico di Ferento, che dista da Viterbo 8 km,  è costituito dai resti della città romana che sorse  nel IV sec.a.C., ma che ebbe uno sviluppo urbanistico imponente in età augustea. La città divenne famosa per aver dato i natali all’imperatore Otone, che regnò nel 69 d.C., e a Flavia Domitilla, moglie dell’imperatore Vespasiano.  All’inizio del I sec.d.C. risale la costruzione del teatro, uno dei meglio conservati in Etruria, che subì dei rifacimenti nel II sec. d.C., epoca a cui risalgono le  otto statue marmoree raffiguranti le Muse che decoravano il frontescena del teatro. A breve distanza dal teatro sono visitabili anche gli ambienti delle terme, risalenti al I sec.d.C.,  ed un tratto della strada romana che attraversava la città, di cui costituiva il decumano massimo. Si tratta della Via Ferentiense, che, nei pressi di Viterbo si diramava dall’antica Via Cassia, e di cui si può tuttora ammirare la pavimentazione originaria costituita da grandi pietre di basalto, attraversate da profondi solchi prodotti dal passaggio dei carri.

              Il Museo Archeologico Nazionale della Rocca Albornoz di Viterbo conserva le testimonianze archeologiche più notevoli provenienti dal territorio viterbese. La struttura  era in origine una fortezza, edificata nel 1354 dal Cardinale Albornoz per preparare il ritorno dei Papi da Avignone, e si inserisce in un ampio disegno politico che vede la creazione di una serie di capisaldi militari nell’Italia centrale.

              Attualmente il piano terreno ospita la sezione “Architettura etrusca nel Viterbese”, che propone i risultati raggiunti in 30 anni di attività di scavo da parte dell’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma, sugli abitati di Acquarossa e San Giovenale, nell’Etruria Meridionale interna. L’esposizione offre al visitatore una serie di interessanti ricostruzioni di case etrusche di età arcaica, realizzate con elementi in gran parte originali.

              Il primo piano ospita i risultati degli scavi condotti nel centro etrusco-romano di Musarna, effettuati nell’ultimo decennio dall’Ecole Française de Rome, con gli eccezionali mosaici contenenti iscrizioni etrusche che da esso provengono; il piano ospita anche la sezione romana incentrata su Ferento, da cui proviene la decorazione scultorea e architettonica pertinente al teatro.

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